adesso si prende dallo store
Per chi ha già l'app installata. Se hai la 0.6.0, questo è quel che trovi di diverso.
Questa volta non è un aggiornamento: è un'app nuova. Aquilone si scarica dallo store, e il telefono la tratta come un'altra app: per qualche minuto ne avrai due con lo stesso nome. Alla prima apertura ti chiede il codice d'invito: metti quello di sempre, quello con cui ti eri registrato, e ritrovi il tuo punto, le tue scelte e la tua storia.
Poi togli la vecchia, subito. Non è un consiglio di ordine: nel momento in cui la nuova si registra con il tuo codice, la registrazione passa a lei, e la vecchia resta con le chiavi scadute — non riceve più avvisi e, se la apri, ti dice che la sua identità non vale più. Tenerla lì serve solo a farti aprire quella sbagliata.
⛔ Sulla vecchia non premere «Cancella i miei dati». Quel bottone non cancella la vecchia app: cancella te dal sistema, cioè la registrazione che adesso è della nuova, con il punto e la storia. La vecchia si toglie come si toglie qualsiasi app, tenendola premuta e disinstallandola.
L'app non ha più il suo pezzo sempre in funzione per restare in ascolto: gli avvisi te li porta il servizio di notifiche del telefono. Si vede in due punti: al primo avvio i permessi da dare sono due invece di tre — non serve più escludere Aquilone dal risparmio batteria —, e la notifica fissa «in ascolto» non c'è più. Gli avvisi arrivano come prima, anche di notte, anche con l'app chiusa da ore.
Il secondo punto non ti segue più mentre ti muovi: lo scegli tu e gli dai un nome — «Mare», «Campo», «i miei» — e resta lì finché non lo cambi. I posti si salvano sul telefono, quanti vuoi, e si cambiano da un'icona sola, in alto a sinistra. Puoi anche sorvegliare dove sei adesso, al volo, senza salvare niente.
Il nome lo senti anche negli avvisi: «Mare: grandine fra 12 minuti». E la domanda dopo l'avviso chiede «com'è andata a Mare», non «dove eri».
Un avviso di temporale adesso parte solo se la cella passerà davvero vicino: quella ancora lontana suona se passerà entro 8 km; quella che passerà fra 8 e 15 km suona quando è già arrivata a 15. Misurato su undici aeroporti in due mesi e mezzo: un avviso su sette se ne va, e quasi tutti erano a vuoto, senza perdere temporali.
⚠️ Il prezzo è il preavviso: in media arriva un quarto d'ora più tardi di prima, e in qualche caso mezz'ora. La grandine non cambia: quella suona come sempre.
In Impostazioni c'è «Tieni una notifica con la situazione»: una riga muta, sempre in cima alle notifiche, che dice che cosa vede il radar adesso e a che ora, senza aprire l'app. Di giorno si aggiorna almeno ogni mezz'ora, di notte sta ferma. Non c'entra con gli avvisi, che restano quelli.
Il radar della Protezione Civile non copre tutto e non sempre: prima, in quei punti e in quelle ore, l'app taceva e il silenzio sembrava bel tempo. Adesso c'è scritto: «Adesso il radar non arriva qui: il sistema non può allertare».
E quando il dato è vecchio ti dice di chi è: se è fermo il radar della Protezione Civile — con l'ora dell'ultima immagine, e che fino a lì non scatteranno avvisi nuovi —, se non riesce a leggerlo il centro dati, o se è il telefono che non si collega.
Stessa app, stesse cose. Gli avvisi arrivano ad app chiusa e a telefono bloccato, e passano anche con la Full Immersion accesa, perché il telefono li tratta come cose che non possono aspettare.
In fondo al Dettaglio una piega si apre e dice, per il tuo punto, che cosa il sistema vede e che cosa gli manca: il radar adesso, il pluviometro più vicino e a quanti chilometri, la stazione che misura le raffiche, la colonna d'aria, la zona del bollettino. Quello che non si sa resta «non lo so».
E il Dettaglio adesso funziona in tutta Italia: la colonna d'aria sopra di te non si ferma più a Roma, e la stazione più vicina si trova anche fuori dalla Lombardia.
Alla prima apertura l'app ti fa rileggere l'informativa, con un cappello che dice che cosa è cambiato: gli avvisi passano dal servizio di notifiche di Google o di Apple, che per consegnarli ne legge il testo, e il secondo punto non ti segue più. E «Cancella i miei dati» adesso chiede anche a Google di dimenticare il tuo telefono, non solo al centro dati.