Aquilone 0.6.0

il cielo di stanotte

Per chi ha già l'app installata. Se hai la 0.5.2, questo è tutto quello che troverai di diverso. La 0.5.3 era pronta e non è mai stata consegnata: quel che c'era dentro è qui.

Si installa sopra quella che hai. Non disinstallare niente e non serve un codice nuovo: restano il punto di casa, le tue scelte sugli avvisi e la registrazione.

Il cielo di stanotte, dove c'è il radar

Sopra l'immagine, accanto a «radar» e «foto sat», adesso c'è «cielo»: al posto della mappa compare la cupola del cielo sopra il tuo punto, com'è in questo momento. Stelle, pianeti, la Luna con la sua fase, il Sole quando c'è, e le figure delle costellazioni.

Si pizzica per avvicinare e si trascina per guardare di lato, come sul radar. Toccando una stella, un pianeta o una figura compare il nome, e con lui dove sta: la direzione in cui guardare, quanto è alta sull'orizzonte, e le sue coordinate.

E c'è la bussola. Il bottone in alto a sinistra della cupola la accende: il cerchio diventa il mezzo cielo che hai davanti, e gira con il telefono — quel che vedi sullo schermo è quel che hai davanti agli occhi. Con la bussola accesa lo schermo non si spegne da solo, perché è probabile che tu stia guardando in alto senza toccare niente.

La Stazione Spaziale, quando passa: un ovale che si muove, disegnato solo mentre il passaggio è in corso. Non prima, non dopo.

Quante stelle si vedono davvero da dove sei

Le stelle disegnate non sono tutte quelle del catalogo: sono quelle che si vedono davvero stanotte da lì, contando il chiarore del cielo del posto, il crepuscolo, la Luna e le nubi. Se ne vedi poche, in fondo alla schermata c'è scritto perché.

Il chiarore del posto viene da una mappa dell'inquinamento luminoso, e cambia molto: dalla pianura padana si vedono molte meno stelle che dalla montagna, ed è giusto che il disegno lo dica invece di regalarti un cielo che non hai.

In Impostazioni → Cielo puoi chiedere di vederne comunque di più: «+1» ne aggiunge un po', «tutte» disegna tutto il catalogo. Non è quel che vedi a occhio nudo, ma serve a riconoscere le figure.

Il vento, sopra di te

Sotto l'immagine c'è una sezione nuova, subito dopo Sole e Luna: quanto tira adesso, da dove, e con che raffiche. Aprendola, anche a 80, 120 e 180 metri da terra.

È la previsione del modello, e lo scrive. Il vento misurato dalla stazione più vicina resta dov'era, nel Dettaglio.

E tre cose che compaiono solo quando ci sono

L'app è scura, e i comandi hanno cambiato posto

Di serie adesso è scura. Prima seguiva il telefono; si guarda quasi sempre fuori, e di sera un fondo chiaro in mano abbaglia. Se la preferisci chiara, Impostazioni → aspetto, e la scelta resta.

In alto a sinistra ci sono due icone, casa e «dove sei»: sono i due punti, che prima erano due bottoni sotto la barra. Quella accesa è colorata, e toccando l'altra l'app ti dice quale stai guardando.

Sopra l'immagine ci sono tre linguette — radar, cielo, foto sat — e il bottone dentro il riquadro adesso apre quel che si può accendere su quello che stai guardando: gli strati sul radar, i filtri sul cielo, il giorno e la notte sulla foto.

La foto dal satellite dice quando è stata scattata

Sotto la foto del giorno e sotto le luci della notte adesso ci sono la data e l'ora dello scatto, al minuto, invece di «oggi» e «ieri».

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