IV. "Il timbro dipende dal materiale con cui è fatto un flauto dolce"


Leggende urbane sul flauto dolce

È tempo di affrontare una delle questioni più dibattute non solo riguardo il flauto dolce ma anche tanti altri strumenti: il materiale con il quale uno strumento è costruito ne influenza il timbro?
C'è di sicuro una teoria infinita di dolcisti pronti a giurare che sia così, e infatti di solito li si trova a comprare od ordinare strumenti sottolineando più volte il legno desiderato, come se fosse la cosa più importante.
Prima di decidere se le cose stiano o meno così, tentiamo una veloce analisi oggettiva.
Possiamo dare per certo che il materiale con il quale un flauto dolce è costruito abbia quanto meno le seguenti caratteristiche specifiche:

1. Densità;
2. Colorazione;
3. Grana.

La densità riguarda più precisamente il peso specifico: è noto che alcuni legni, ad esempio l'ebano, pesino di più di altri a parità di volume. La colorazione e la sua distribuzione determinano l'aspetto estetico di uno strumento, spesso anche quando sia tinto. Per grana intendo invece la sensazione tattile avvertita nel toccare un determinato legno: questa dipende in larga parte dalla lavorazione cui è stato sottoposto, ciononostante può permanere pur sempre una caratteristica di fondo del legno.
Fin qui mi sento quindi di affermare che il materiale con il quale è costruito un flauto dolce contribuisca in varia misura a generare quanto meno i seguenti effetti:

1. Peso dello strumento;
2. Aspetto estetico dello strumento;
3. Sensazione al tatto dello strumento.

Può essere utile a questo punto leggere i risultati di uno studio condotto da un ricercatore australiano, Malcolm Tattersall, esattamente su questo tema ma applicato ai flauti traversi moderni. A beneficio di quanti abbiano problemi d'inglese o di tempo, ne riassumo qui i punti salienti.
Le differenze principali fra strumenti analoghi fatti di materiali diversi sono:

1. Differenza di misure (lunghezze e diametri delle varie parti), sono le differenze di gran lunga più importanti ai fini del timbro.
2. Differenze meccaniche fra i materiali. Qui ci sono i fraintendimenti maggiori. Il punto è che se un materiale è più facilmente lavorabile di un altro, le sue dimensioni reali saranno più aderenti al progetto iniziale, e quindi lo strumento sarà di fatto costruito meglio.
3. Tendenza dei costruttori a lavorare con più attenzione e cura i materiali più costosi.
4. Preconcetti e "whishful thinking". I suonatori tendono a ottenere dagli strumenti quello che si aspettano essi possano dare ("L'ho pagato tanto, deve suonare bene").
5. Differenze nel feedback del suonatore, il quale sente le vibrazioni sonore attraverso le dita, le labbra, la mandibola. Questo potrebbe avere conseguenze sulla emissione del suono.

Penso che il risultato complessivo di questo studio sia abbastanza chiaro: è vero che spesso i flauti costruiti con materiali più costosi suonano meglio, ma solo perché il costruttore è riuscito a farli meglio e il suonatore li suona forse con maggior attenzione, non perché i materiali in se stessi vibrino meglio o cose del genere.

Questa conclusione è in linea anche con quanto sostenuto dal costruttore italiano Pietro Sopranzi, il quale tempo fa affermava che non importi di quale materiale sia fatto ad esempio il blocco di un flauto dolce, ma solo quanto bene sia costruito il canale.

Va da sé che quelle su esposte sono le ragioni per le quali è meglio quindi suonare un flauto dolce di plastica realizzato a partire da un buon progetto e impiegando buone tecniche costruttive, che non uno in legno pregiato ma rifinito male.

In conclusione, quando si acquista un flauto dolce ritengo abbia senso avere delle specifiche stringenti sul legno solo se sono basate su una delle seguenti motivazioni:

1. Sapere di preciso che il tal costruttore lavora al meglio il tal tipo di flauto dolce con quel legno, e solo quello.
2. Il peso dello strumento. Se si hanno mani e braccia tendenzialmente deboli muscolarmente di sicuro ci si troverà meglio con uno strumento leggero, e viceversa.
3. L'aspetto estetico. Se ritenete che il nero sia elegante, prendete un flauto di ebano. ;)
4. La sensazione tattile. È forse improbabile, ma potrebbe capitare che la grana o la finitura di un determinato legno vi diano fastidio, o al contrario vi siano più piacevoli e vi aiutino a suonare meglio.

Tutto il resto è superstizione, anzi no, leggenda urbana :)

La foto è tratta da questo articolo